Maschere ed emozioni

“Tutto ciò che è profondo ama la maschera. Ogni spirito profondo ha bisogno di una maschera e più ancora in ogni spirito profondo cresce continuamente una maschera” scriveva Shopenhauer.

La maschera è l’ambiguità, la trasgressione, il nascondere la propria identità, e’ la rivelazione a se stessi e agli altri di quel che in realtà siamo. La maschera esiste da quando esiste l’uomo, veniva usata e ancora viene usata, in funzioni religiose, nelle feste, nelle grandi tragedie greche da Dionisio in poi, in ogni carnevale a partir da quello veneziano, la maschera ha avuto funzioni politiche e sociali, la maschera esiste da sempre perché vive continuamente in noi stessi. La maschera nasconde la propria identità, ma proprio per questo, nella mia continua ricerca di una verità, vedo in essa la liberatrice delle nostre illusioni e dei nostri desideri, e’ quasi paradossale, ma nascondendo agli altri se stessi, l’uomo libera la propria reale natura abbandonando tutti quegli schemi preconcetti e quelle paure che la società ci impone e piacevolmente, tra l’altro, la stessa maschera e’ la più grande livellatrice sociale.

Se riuscissi, vorrei smascherar noi stessi di fronte alle nostre verità nascoste, per poter poi sognare nei colori dell’emozione per qualche ora.